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Andrea Colombo

CASAMIA

where the streets have no name
September 21

You make it real

Mmmmm
There's so much craziness, surrounding me
There's so much going on, it gets hard to breathe
When all my faith has gone, you bring it back to me
You make it real for me

When I'm not sure of, my priorities
When I've lost site of, where I'm ment to be
Like holy water, washing over me
You make it real for me

And I'm running to you baby
You are the only one who saved me
That's why I've been missing you lately
Cause you make it real for me

When my head is strong, but my heart is weak
I'm full of arrogance, and uncertainty
When I can find the words, you teach my heart to speak
You make it real for meee, yeaaa

And I'm running to you baby
Cause you are the only one who save me
That's whyyy I've been missing you lately
Cause you make it real for me

Ohhh
Everybodies talking in words
I don't understand
You got to be the only one
Who knows just who I am
Your shinin in the distance
I hope I can make it through
Cause the only place
That I want to be
Is right back home with you

I guess there's so much more
I have to learn
But if you're here with me
I know which way to turn
You always give me somewhere,
Somewhere I can learn
You make it real for me

And I'm running to you baby
Cause you are the only one who save me
That's why I've been missing you lately
Cause you make it real for me

You make it real for me

  

September 14

Kid

Giuliacci dice che l'estate è ormai finita ... back to holiday with this video: let's rock!

 
September 10

Rubrica del "vaffa"

Alle volte i sonnolenti neuroni che animano il cervello si scatenano, catturati da un'immagine, da un frase letta, da una frase scritta, da un invito a ricordarsi qualcosa. Talvolta il vorticoso loro muoversi porta frutti virtuosi, alle volte degenera in un bell'invito generale al mondo esterno a farsi un giro laddove si manda ciò che non può che essere riciclato. In questo caso sin dal destro appoggiato a terra fino all'ultimo respiro cosciente si è calati in un grillinissimo stato d'animo: è proprio un V-day.

Nel V-day non si razionalizza, ma ciò che ne resta ti porta, qualche giorno dopo, a mettere insieme qualche mattoncino Lego dei fatti accaduti e sottoposti alla plumbea lente d'ingrandimento del vaffa. Quel che ne resta è qualche lapidaria ed amara considerazione su ciò e chi ci circonda, qualche sparuto vaffa, propositi di comportamento ed un positivo sguardo verso gli orizzonti che ci rendono sereni e ci hanno fatto superare lo stato di cui sopra.

Perciò è terapeutico esternare qualche punto e passare oltre. Ecco come nasce la mia rubrica del vaffa...

1) ...
Arrabbiato  a chi si dimentica di te;
2) ...
Arrabbiato  a chi se ne sbatte, tanto c'è qualcun'altro che ci pensa;
3) ...
Arrabbiato  a chi spara gufate, che tanto uno ci ride sempre sopra;
4) ...
Arrabbiato  a chi si dimentica non per l'alzheimer, ma perchè se ne frega altamente;
5) ...
Arrabbiato  a chi si muove sempre e solo per un ritorno;
6) ...
Arrabbiato  a chi si è mosso a suo vantaggio a scapito tuo ed è restato fregato (doppio vaffa e pernacchia);
7) ...
Arrabbiato  a chi ha la rubrica piena ma solo per farsi chiamare;
8) ...
Arrabbiato  a chi magari ti chiama, ma poi se ne frega di pesare le parole.

Chiunque dovesse leggere e sentirsi chiamato in causa se ne freghi: è solo il delirio di un giorno.




September 01

Slideshow....figata!!!

 
 
Isola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palmaIsola con palma
La presentazione figosa delle nostre meravigliose vacanze: sono troppo intrippato A bocca aperta
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August 24

You are my tidal wave

 

Just stormed into my life, like a hurricane coming
Spinning around like a devil, from horns to toes
I was so damn comfortable 'til you jumped into my ocean
I may not understand you, but I'm learnin' as I go

I'm just around the corner, child
Everything's changed
I didn't see you comin', but I, I love you anyway
I wanna give you somethin' to take, to take away the pain
I'm just ripples in your ocean, you're my tidal wave

I've given up on yesterdays, and a lone situation
Pushin' down on the pedal, I'm gonna catch your storm
Oh, you're so irresistable with your big imagination
Tie me up, mess around, with me in your arms

I'm just around the corner, child
Everything's changed
I didn't see you comin', but I, I love you anyway
I wanna give you somethin' to take, to take away the pain
I'm just ripples in your ocean, you're my tidal wave

'Cause I want you,
Oh, I gotta have you
It's kinda crazy what you do to me
Oh, I just can't seem to get enough

I'm just around the corner, child
Everything's changed
I didn't see you comin', but I, I love you anyway
I wanna give you somethin' to take, to take away the pain

I'm just ripples in your ocean, you're my tidal wave
I'm just ripples in your ocean, you're my tidal wave
Oh, I'm just swimmin' in your ocean, you're my tidal wave
May 20

WHERE BELIEVE HAPPENS: R.I.C.

Migliore finale di sempre:
 
 
 
Ecco un'altra partita da sudore e sangue:
 
 
 
E ora lui: Manu Ginobili...idolo assoluto
 
 
 
FORZA RAGAZZI!!!
R.I.C  !!!
April 17

Quando la dignità scompare

Incredibile...certa gente andrebbe gettata veramente dalla rupe...per quello che viene dopo, direi che c'è ben poco da aggiungere: i numeri sono talmente eloquenti...se di voto di protesta si è trattato, è chiaro che la gente ne ha piene le tasche di essere presa per i fondelli da sedicenti paladini delle masse che altro non fanno che difendere il loro scranno dorato: vadano a lavorare per la prima volta in vita loro, ora che sono fuori dal Parlamento!  
 

Editoriale di Vittorio Feltri su Libero

Articolo tratto dal quotidiano Libero di oggi, 17 aprile

Foto dal settimanale Chi


La fotografia incredibile che pubblichiamo qui accanto vale più di qualsiasi saggio (politologico e sociologico). Spiega perfettamente cosa sia la sinistra e perché ha perso le elezioni.

Un aereo costato milioni di euro. Tre persone in procinto di salire a bordo, una delle quali è Miuccia Prada proprietaria dell'omonima casa di moda, nota icona veltroniana. Infine un poveraccio sdraiato a terra con funzioni di gradino, dato che la scaletta è troppo corta per consentire facile accesso al jet. Un'immagine così non s'era mai vista se non nei film di Fantozzi. Un essere umano ridotto peggio che in schiavitù e usato come cosa dove mettere i piedi, e un grandissimo stronzo incurante dell'umiliazione che gli infligge.

Tante volte abbiamo scritto che se certi ricchi vanno con i comunisti c'è qualcosa che non va nei ricchi o qualcosa che non va nei comunisti. E l'istantanea che vi offriamo in prima pagina e la sequenza all'interno (pubblicata dal settimanale Chi diretto da Signorini) ne sono la triste prova. Personalmente quando ho visto il servizio non credevo ai miei occhi. Pensavo ad uno scherzo, un fotomontaggio. E invece il direttore del periodico mi ha garantito essere la riproduzione di quanto accaduto. Mi auguro che qualcuno si vergogni di dichiarare (in ogni occasione) di simpatizzare per la sinistra, magari convinto di apparire chic, e di comportarsi da negriero d'altri tempi in spregio di qualsiasi elementare norma etica.

Ignoriamo l'identità del "gradino vivente"; gli abbiamo coperto il volto per salvarne la dignità già violata. E a chi si è stupito della débàcle di Veltroni diciamo che se la sinistra è incarnata anche da personaggi come questi, gli elettori hanno tutte le ragioni per non riconoscersi in essa. Lo spettacolo indecente della verità rende superflui altri commenti. Quanto invece al panorama completo dei risultati delle consultazioni, a bocce ferme si comincia a comprenderne il significato. Le tendenze appaiono nette. La crescita della Lega non è affatto strana. Il fenomeno ebbe inizio nella seconda metà degli anni Ottanta, quando Alberto da Giussano esordì sulle schede elettorali. In alcuni comuni delle valli lombarde quel simbolo stravagante si fece notare e venne votato da parecchia gente, fino all'8 per cento, e portò in Parlamento due rappresentanti: Bossi e Leoni. Due sconosciuti al grande pubblico che però avevano molto seminato tant'è che alle elezioni regionali, nel 1990, il Carroccio strappò in Lombardia quasi i120 per cento contribuendo a minare le basi della cosiddetta Prima Repubblica.

Già allora si parlava di voto di protesta. Ed era la dimostrazione dello scarso acume della politica, la quale non capiva e seguita a non capire i fermenti sociali, distante com'è dalla vita dei cittadini. Ricordo le analisi superficiali dei giornali e i servizi televisivi da cui emergeva disprezzo per i nordisti e desiderio di liquidare l'impennata leghista come l'impazzimento collettivo dei montanari più buzzurri del Nord.

Presi sottogamba, i bossiani poterono lavorare sodo senza essere disturbati dalle luci della ribalta. E i loro frutti furono copiosi. Sorvolo su vicende di cui la cronaca si è occupata abbondamentemente. E vengo all'attualità. In un ventennio i leghisti si sono radicati nel territorio e gli attivisti, la cui generosità non ha riscontri in altri partiti, uomini e donne motivatissimi, conoscono gli elettori direttamente e vanno di casa in casa a fare proseliti. Se si aggiunge che la maggioranza degli amministratori nordisti è all'altezza del compito e interpreta bene le esigenze degli amministrati, non sorprende affatto il dato del 15 aprile.
I soli sconvolti dal successo di Bossi sono i politici d'apparato, quelli stanziali di Roma e che hanno una visione distorta e incompleta del quadro nazionale. Idem i giornalisti, i notisti politici, i quali scrivono per il Palazzo, per i loro colleghi; e scrivono di cose che non sanno; ascoltano i leader, vanno per salotti, se entrano in un bar non si abbassano a conversare con gli avventori; se ne fregano, pensano a soddisfare il direttore, l'editore, tutti tranne i lettori.

Sicché politica e informazione rispetto al popolo sono distanti anni luce, in una separatezza ambientale e mentale che impedisce comunicazioni con l'estemo. Poi si meravigliano dinanzi all'exploit del Carroccio e ne danno spiegazioni puerili, accusando il movimento e i suoi aderenti di xenofobia e razzismo. Quando si sforzano blaterano di voto di protesta, oggi come ieri. Ma quale protesta? Se la Lega raggiunge in città grandi i 130 per cento, come si fa a dire: è solo lo sfogo di gente incazzata?
La questione è assai diversa. Siamo in presenza non di un cataclisma ma di un mutamento arrivato a maturazione non all'improvviso. Ne andavano colti i segnali ma non sono stati colti da nessuno eccetto Bossi e Berlusconi che hanno sempre l'orecchio teso e intercettano ogni voce decriptaridone i messaggi fondamentali. Bossi si è concentrato al Nord di cui è paladino. Berlusconi ha dovuto spaziare per ovvie ragioni in tutto il Paese. E Fini si è trascinato appresso gli italiani che costituiscono l'ossatura del tradizionalismo. Un mix ideale per vincere.

Ma c'è qualcosa di più e di più importante da esaminare. Il consolidamento dell'Europa, intesa come governo centrale e imprescindibile, ha determinato una spinta al localismo che non ha inibizioni. Gianfranco Miglio fu buon profeta. Le sue macroregioni snobbate agli albori degli anni Novanta ora sono un fatto che precede di poco la loro formalizzazione. I problemi di Milano non sono gli stessi di Roma o di Napoli o di Palermo. La legislazione è obbligata a tenerne conto. E poiché il riferimento vero è Bruxelles, nel rispetto delle disposizioni continentali uguali in tutta la Ue, è naturale che Varese o Verona o Treviso pretendano il federalismo fiscale finalizzato a fare in proprio ciò che non può essere delegato a un Palazzo romano frequentato - nel giudizio dei lombardi o dei veneti - da marziani. O si prende atto di questo o non si capirà mai.
È finita un'epoca e chi non se n'è accorto perde terreno. Non è impressionante che i comunisti dell'Arcobaleno siano stati esclusi adesso dalle istituzioni; semmai è impressionante che ci fossero fino a una settimana fa. E non c'è da rompersi il capo per dare un senso alla catastrofe del Pd. Il quale, essendo rappresentato da ex comunisti rivestiti, travestiti, riverniciati e accessoriati Prada, non può andare lontano.

Chi si fida di quelli che hanno sventolato la bandiera rossa e creduto nella falce e martello sino all'abbattimento del muro di Berlino e oltre?

April 09

These days

La colonna sonora di questi giorni...very soft. Enjoy!
 
 
 
 
 
E poi per sognare un po'...(dedicato a Zimba)
 
 
 
 
April 02

Politica 2

Tanto per proseguire sulla scia di quanto detto ieri, raccolto l'invito di Zimba ho fatto pure sto test. Ecco link e risultato.
La sensazione è che già al secondo mi sono stancato di farli: stesse domande, pochi argomenti seri e dubbia correlazione tra alcuni di essi e l'effettivo esito. 
Esempio tipo. Ammettiamo che io sia favorevole al nucleare, in che modo ed in che misura dovrei essere ritenuto un conservatore, un progressista un laico od un confessionale? Confessionale de che? ah è vero, non mi ricordavo di aver proclamato per ben tre volte "credo" all'assunzione al Cielo del Santo Neutrino. Oppure sarei conservatore in quanto restauratore di un ordine energetico ribaltato dalla Rivoluzione Ambientalista. Oppure, ancora, dovrei essere un Progressista aderente al partito della tuta blu di piombo? Ma soprattutto, chi mi dice che sia un laico propinatore di verità necessarie se dovessi preferire la fissione al fideistico girare delle pale eoliche? Insomma, come si fa a confondere le convinzioni personali con una croce sul simbolo del partito che pensiamo rappresenti al meglio i nostri interessi, siano essi nobili o campanilistici? Mah. Dato che si va avanti per slogan e frasi fatte, beccatevi pure questo. A bocca aperta
 
  
 
PS Mediamente conservatore aconfessionale e non-laico...cosa vuol dire???mah!?!
April 01

Elezioni alle porte

Grazie alla Digi e preso dal clima elettorale ho provato a fare il velocissimo test proposto al link che vi riporto di sotto. In sostanza si tratta di 25 domande per definire in via del tutto approssimativa e piuttosto stereotipata l'area di appartenenza politica. Vi propongo il mio risultato: in ordine dal più vicino al più lontano i maggiori partiti. Mancano giustamente i partiti minuscoli che altro non fanno che sottrarre denaro versato da noi tutti con le nostre tasse.  Buon divertimento!
 
Per vicinanza decrescente il mio risultato.
(1 molto vicino - 5 molto lontano)
 
PDL
DESTRA
LEGA NORD
UDC
PARTITO SOCIALISTA
PD
IDV
PER IL BENE COMUNE
PDCL
SC
SINISTRA ARCOBALENO
 
 
 

 
 

Quanti entrano

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